La nuova suite di
applicazioni sarà fruibile online e si baserà sul concetto di cloud computing, un insieme di
tecnologie tali da permettere l’utilizzo di risorse hardware o software distribuite non localmente sul nostro
PC, bensì in remoto: e questa è la novità. Ma se per gli utenti le variazioni
saranno di poco conto, cambierà molto per l’attività degli amministratori di
sistema. Operare come amministratore
BPOS richiede conoscenze approfondite, per quanto riguarda la configurazione della LAN e la
migrazione su larga scala, ma il compito più arduo toccherà ai centri dati
Microsoft, mentre l’amministratore aggiungerà e gestirà utenti, assegnando loro
i privilegi e i servizi. Con i sistemi
BPOS basterà poco esperienza per la gestione delle attività: la
produttività ne guadagnerà molto.
Prima di effettuare la
migrazione assicuratevi la compatibilità: i sistemi Microsoft compatibili sono
quelli a partire da Windows XP e MacOS X 10.5, e tutti i corrispondenti
modelli superiori della casa di Redmont o di quella di Steve Jobs.
Sul sistema deve essere
installato Microsoft.NET Framework o
superiore, mentre sui Mac dovrà girare già Java
1.4.2 o superiore.
I browser consigliati sono
IE7 e Safari 3, 3, che supportano l’accesso ai servizi; i client di posta più
diffusi sono invece Outlook 2007 o Entourage 2008.
L’importante è che il PC
abbia almeno un GhZ di velocità e un
GB di Ram, mentre con XP gira già con una Pcu come il Pentium D Intel, non superiore a 500 MhZ e solo 256 MB di Ram; quindi un sistema
anche per i precedenti modelli di computer e per coloro che ancora utilizzano
configurazioni studiate per Windows XP, con memoria Ram limitata e velocità Cpu
relativamente bassa.
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Commenti
Nell'articolo ho notato un refuso "Redmont" sarebbe Redmond.
Ma come funziona per Linux? Essendo che è un servizio online e che gira su MacOS credo che non dovrebbero esserci problemi a farlo funzionare su Linux.
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